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Paragrafo 10 . La Chiesa cattolica e la societ contemporanea.

     
Numerosi  aspetti  della societ contemporanea sono stati  oggetto  di
studio  e  di  critica da parte della Chiesa di Roma. Pio  dodicesimo,
pontefice  dal  1939  al  1958, partecip attivamente  alle  battaglie
politiche  ed  ideologiche  del dopoguerra,  schierandosi,  anche  con
l'arma della scomunica, contro il comunismo ateo a favore di un'Europa
inserita  nel blocco occidentale e cristiana. Per quanto  riguarda  le
principali  questioni teologiche e morali, egli assunse una  posizione
di rigido tradizionalismo.
     Promotore  di un rinnovamento e di un'apertura della Chiesa  alle
novit del mondo contemporaneo fu Angelo Giuseppe Roncalli, cio  papa
Giovanni ventitreesimo (vedi capitolo Quattordici, paragrafo  1),  che
rest sul soglio pontificio dal 1958 al 1963. Egli manifest le novit
del  suo  pensiero innanzitutto attraverso le due encicliche Mater  et
magistra (1961) e Pacem in terris (1963). La prima, collocandosi sulle
tracce della Rerum Novarum di Leone tredicesimo, si occupava del mondo
del  lavoro,  riconoscendo la legittimit delle conquiste  operaie,  e
criticava lo squilibrio creatosi tra paesi poveri e paesi ricchi.  Con
la  seconda il pontefice, presentando un progetto di pace fondato  non
tanto  sui princpi cristiani quanto sulle concrete aspirazioni  degli
uomini indipendentemente dalle religioni e dalle ideologie, chiamava i
cattolici  a collaborare "tanto con i cristiani separati,  quanto  con
esseri  non illuminati dalla fede, nei quali per  presente  la  luce
della ragione ed  pure presente e operante l'onest naturale".
     Per  adeguare  l'azione  della Chiesa  alle  esigenze  del  mondo
moderno,  Giovanni ventitreesimo convoc un concilio in  Vaticano,  il
secondo dopo quello degli anni 1869-1870. Questo ebbe inizio nel  1962
e  termin nel 1965, dopo la morte del pontefice. Superata un'iniziale
contrapposizione tra conservatori e innovatori, il concilio intraprese
la  strada della riforma, che port all'apertura della Chiesa di  Roma
nei confronti delle altre religioni e dei problemi politici e sociali,
all'accrescimento del potere collegiale dei vescovi e ad una  maggiore
partecipazione popolare alla vita della Chiesa.
     Giovan  Battista Montini, succeduto a Giovanni ventitreesimo  nel
1963  con  il nome di Paolo sesto, guid il concilio Vaticano  secondo
iniziato dal suo predecessore e ne svilupp alcune tesi nell'enciclica
Populorum  progressio  pubblicata nel  1967,  con  la  quale  richiam
l'attenzione sulle misere condizioni di vita dei
     
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     popoli  poveri,  condannando  lo sfruttamento  operato  nei  loro
confronti da parte dei paesi ricchi e definendo "pericolo per la  pace
sia  la  violenza  dell'egoismo  dei ricchi,  sia  la  violenza  della
disperazione  dei  poveri".  Paolo  sesto  inaugur  anche   un'azione
pastorale  a pi vasto raggio, attraverso frequenti viaggi e  contatti
con   altre  religioni.  Sul  piano  morale,  oper  perch  venissero
rispettati  i  fondamenti tradizionali della vita cristiana,  come  la
indissolubilit  del  matrimonio,  la  condanna  dell'aborto   e   dei
contraccettivi. Gli ultimi anni del pontificato di Paolo sesto  furono
travagliati  dal  manifestarsi  del  dissenso  e  della  contestazione
all'interno del mondo cattolico da parte di movimenti radicali  o,  al
contrario,  integralisti, sia di provenienza italiana ed europea,  che
appartenenti alle Chiese del Terzo mondo.
     Una  forte  spinta  al  prestigio  della  Chiesa  di  Roma  venne
impressa dal cardinale polacco Karol Wojtyla, eletto papa con il  nome
di Giovanni Paolo secondo nel 1978, dopo il pontificato durato solo 34
giorni  di papa Giovanni Paolo primo (Albino Luciani). Dotato  di  una
grande   capacit  di  comunicazione  e  di  mobilitazione,  egli   ha
continuato, con maggiore frequenza e vigore, la strategia dei viaggi e
dei  contatti  internazionali, avviata da Paolo sesto. Particolarmente
attento  ai  problemi  dell'Europa  orientale,  il  suo  attivismo  ha
influito sulle trasformazioni politiche verificatesi in quei paesi,  a
partire  dalla Polonia, sua patria di origine. La sua azione pastorale
ha  avuto  comunque  dimensione universale; nel  corso  dei  frequenti
viaggi in Asia, in Africa, in America meridionale e centrale e un  po'
in  tutte le parti del pianeta, ha spesso richiamato l'attenzione  dei
paesi   ricchi   sulle   gravissime  condizioni   del   Terzo   mondo,
soffermandosi  contemporaneamente anche sui problemi  specifici  delle
regioni  visitate. A favore della pace nel mondo ha assunto iniziative
diplomatiche  ed ha rivolto accorati appelli. Interessato  ad  un'equa
soluzione  della questione medio-orientale, ha ricevuto tre  volte  in
otto  anni il capo dell'OLP Yasir Arafat, condannando nel contempo  il
terrorismo  come strumento di lotta per l'indipendenza.  In  occasione
della  guerra nel golfo Persico ha definito l'avvio di quel  conflitto
una "tragica avventura"; pi volte ha invitato i vari contendenti e le
maggiori  potenze  a  porre  fine  alla  sanguinosa  guerra  nella  ex
Iugoslavia.  Sul  piano teologico e dottrinale e su quello  morale  il
papa polacco si  distinto per la rigorosa riaffermazione dei dogmi  e
dei    princpi   del   cattolicesimo,   opponendosi    fra    l'altro
all'ordinazione  sacerdotale delle donne e ribadendo la  condanna  del
divorzio, dell'aborto e dei metodi contraccettivi non naturali.
